Alla luce di quanto previsto dal nuovo decreto “Cura Italia” recante “misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” si possono riassumere come segue le principali misure a sostegno del turismo.

Principali misure generali

FIS

I datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per un periodo massimo di nove settimane, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 ed entro il 31 agosto 2020 e, in ogni caso, la domanda deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Il trattamento d’integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore ed in ogni caso entro i massimali previsti e, su istanza del datore di lavoro, può essere concesso con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS.

CIGD

Le Regioni e Province autonome, con riferimento ai datori di lavoro per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane.

La cassa integrazione in deroga viene estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria.

Il trattamento è riconosciuto nei limiti dello stanziamento massimo di 3.293,2 milioni di euro che deve essere suddiviso tra Regioni e Province autonome con uno o più decreti del ministro del Lavoro di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze.

Principali misure per il turismo

IVA

Per le imprese turistico ricettive, le agenzie di viaggio e turismo ed i tour operator i termini dei versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto in scadenza nel mese di marzo 2020 sono sospesi.

Rimborsi/voucher

Applicazione anche ai contratti di soggiorno delle procedure di rimborso di titoli di viaggio e di pacchetti turistici, in modo da consentire anche in tali fattispecie le emissioni di voucher. Le disposizioni di cui all’articolo 28 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 si applicano anche ai contratti di soggiorno. Ricordiamo che con tale disposizione era stato già consentito ai vettori ed alle agenzie di viaggio la facoltà di offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, oppure il rimborso, oppure un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

Lavoro stagionale

Aiuto ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali.

Più precisamente per coloro che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro successivamente al 1° gennaio 2019, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del Decreto, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.

L’indennità in questione non concorre alla formazione del reddito ed è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 86,5 milioni di euro per l’anno 2020.

Sospensione dei termini per il pagamento delle rate di mutuo

Per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale delle piccole e medie imprese, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti. Sono inoltre previste misure di tutela per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti (che non potranno essere revocati fino al 30 settembre 2020) e per i prestiti non rateali (la cui scadenza viene prorogata fino al 30 settembre 2020).

Licenziamenti – sospensione dei termini

A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto è precluso per sessanta giorni l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. Nello stesso periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Indipendentemente dal numero dei dipendenti, fino alla scadenza dei sessanta giorni previsti dal decreto in esame i datori di lavoro non potranno procedere al licenziamento dei dipendenti per giustificato motivo oggettivo.

Le nuove misure si aggiungono a quelle di cui al D.L. n. 9/2020 in basa al quale sono sospesi sino al 30.4.2020 i pagamenti di:

  • Ritenute alla fonte;
  • Versamenti contributivi
  • Premi assicurativi.

La nuova scadenza è per il 31.5. ovviamente senza sanzioni.

Ed ancora si ricorda la possibilità di ricorrere allo Smart working.